OpenAI ha esteso all’Italia e ad altri mercati europei l’accesso agli strumenti pubblicitari di ChatGPT. Google, intanto, testa nuovi formati in AI Mode. Se investi già in pubblicità online, la prima reazione è prevedibile: aprire un foglio di calcolo. Quanto costa? Dove si compra? Chi c’è già? Sono domande legittime. Ma vengono dopo. Prima ce n’è un’altra, e non costa nulla: che cosa dice l’AI della tua azienda, oggi? Ci arriviamo. Prima, i fatti.

Cosa sta cambiando nella pubblicità con l’AI

ChatGPT Ads: l’annuncio sta sotto la risposta

OpenAI ha avviato negli Stati Uniti il test degli annunci su ChatGPT il 9 febbraio 2026. Secondo le FAQ ufficiali, gli annunci possono comparire sotto le risposte degli utenti idonei dei piani Free e Go. Sono identificati come sponsorizzati e separati visivamente dalla risposta. OpenAI dichiara che gli annunci non influenzano le risposte generate e che gli inserzionisti non possono modificarle. Il sistema pubblicitario seleziona gli annunci considerando diversi segnali, tra cui il contesto e l’intento della conversazione, la pagina di destinazione e le indicazioni dell’inserzionista. Sono principi dichiarati dalla piattaforma. Per chi investe, resta importante verificare come funziona il servizio nella sua fase attuale e quali strumenti di gestione e misurazione sono effettivamente disponibili.

Google AI Mode: l’annuncio può entrare nell’elenco

Il 20 maggio 2026 Google ha presentato nuovi formati pubblicitari in fase di test per la Ricerca, inclusa AI Mode, descritti nel post ufficiale di Google Italia. I Conversational Discovery Ads sono pensati per rispondere a domande specifiche con contenuti pubblicitari pertinenti. Gli Highlighted Answers, invece, possono comparire negli elenchi di raccomandazioni generati da AI Mode. La differenza con ChatGPT è concreta: nel formato descritto da OpenAI, l’annuncio si trova sotto la risposta; in uno dei formati presentati da Google, può comparire direttamente nell’elenco di raccomandazioni. Google descrive queste soluzioni come test. La comunicazione non conferma che siano già acquistabili in Italia.

ChatGPT Ads in Italia: disponibilità, limiti e incognite

Per l’Italia c’è una data precisa. Il 18 agosto 2026 OpenAI ha annunciato l’estensione di ChatGPT Ads a 31 mercati europei, Italia compresa. L’aggiornamento del 31 agosto ha confermato la disponibilità dell’accesso self-service tramite Ads Manager nei mercati annunciati. I dettagli sono riportati nell’annuncio ufficiale sull’espansione europea. Questo, però, non significa che ogni funzione sia disponibile per ogni inserzionista o che tutti gli utenti italiani vedano già annunci.

1. Cosa puoi fare oggi

Le aziende possono verificare l’accesso ad Ads Manager e le modalità di attivazione previste per il proprio caso. La pagina ufficiale sulla disponibilità per Paese indica l’Italia tra i mercati con accesso self-service disponibile. Per utilizzare il servizio, l’entità legale che pubblicizza e riceve la fattura deve avere sede in un Paese supportato.

2. Quali limiti devi conoscere

Ads Manager è in evoluzione e le funzioni possono cambiare durante la fase beta. Prima di pianificare una campagna, verifica nel tuo account le opzioni di acquisto, targeting, ottimizzazione e misurazione realmente disponibili. Inoltre, secondo le FAQ di OpenAI, gli annunci personalizzati non sono inizialmente disponibili nello Spazio economico europeo né in Svizzera. Gli annunci possono comunque essere selezionati in base al contesto e all’intento della conversazione in corso.

3. Che cosa non sappiamo ancora

L’accesso alla piattaforma non basta per prevedere il rendimento di una campagna. Nelle fonti consultate non abbiamo trovato benchmark indipendenti sufficienti per stimare in modo affidabile costi e conversioni nel mercato italiano. OpenAI comunica dati e risultati iniziali relativi alla propria piattaforma, ma sono informazioni dichiarate dall’azienda e non permettono, da sole, di prevedere le prestazioni di un singolo inserzionista. Per Google, inoltre, la comunicazione sui nuovi formati non conferma la loro disponibilità commerciale in Italia. La conclusione è semplice: prima di inserire questi canali in un piano media, occorre verificare accesso, funzionalità e obiettivi misurabili.

Perché un annuncio non basta: il negozio con gli scaffali vuoti

Immagina un’azienda B2B che vende software per la supply chain. È uno scenario ipotetico, non un caso cliente. Un responsabile operativo chiede a un assistente AI come ridurre i ritardi dei fornitori e avere più visibilità sulle scorte. La conversazione va avanti, emergono vincoli e il responsabile confronta le alternative. Ora supponi che il brand non emerga. Oppure che venga descritto in modo generico, senza il suo vero valore. Lo stesso può accadere nel mercato consumer. Pensa a una catena di enoteche: una persona chiede a un assistente dove comprare un buon vino toscano per una cena. Se la catena non compare, o viene descritta con informazioni vecchie, un annuncio non risolve automaticamente il problema della rappresentazione del brand. Un annuncio può aumentare le occasioni in cui un brand viene visto. Non risolve, da solo, il problema di un posizionamento poco chiaro o di informazioni insufficienti per comprenderne il valore. Per questo, prima di investire in un nuovo canale, conviene verificare come l’azienda viene descritta dagli assistenti AI, quali fonti sostengono quelle risposte e se le informazioni disponibili restituiscono davvero ciò che la distingue dai concorrenti. Non è una garanzia di rendimento pubblicitario. È una verifica preliminare che aiuta a individuare eventuali lacune e a formulare meglio le ipotesi da testare.

Tre verifiche prima di decidere il budget

1. Cosa dice già l’AI di te?

Parti dalle domande che un potenziale cliente farebbe prima di scegliere un fornitore:

  • Quali sono le aziende più affidabili in questo settore?
  • Quale soluzione risponde meglio a questa esigenza?
  • Che differenze ci sono tra questi fornitori?
  • Quali criteri devo considerare prima di acquistare?

Falle a più assistenti AI. Annota se il tuo brand compare, come viene descritto e quali fonti sostengono le risposte. Non cercare una classifica definitiva: le risposte possono cambiare in base alla piattaforma e alla formulazione della domanda. Cerca piuttosto le lacune, le informazioni poco chiare e le differenze rispetto ai concorrenti.

2. Cosa puoi davvero comprare?

Controlla la disponibilità di Ads Manager, i requisiti per l’entità che riceverà la fattura e le funzioni attive nel tuo account. Per Google, segui gli aggiornamenti ufficiali sui nuovi formati in AI Mode e non considerarli disponibili finché non ne hai verificato l’accesso. Non dare per scontato che le funzionalità, le modalità di acquisto e le logiche di investimento della pubblicità tradizionale si trasferiscano automaticamente a questi nuovi ambienti.

3. Quale domanda vuoi risolvere con il test?

Prima di spendere, definisci che cosa vuoi imparare: per esempio, se il canale può generare traffico qualificato, richieste di contatto o conversioni a un costo sostenibile. Stabilisci in anticipo una metrica, un budget massimo e il modo in cui misurerai i risultati. Verifica anche quali strumenti di misurazione siano disponibili e configurali prima del lancio. Un test è utile quando permette di rispondere a una domanda precisa, non quando serve soltanto a poter dire di esserci. Non investire per esserci. Investi per rispondere a una domanda precisa.

Tre verifiche prima di investire in ChatGPT Ads e Google AI Mode: analisi del brand, disponibilità degli strumenti e obiettivi della campagna.

La fiducia conta anche nella pubblicità AI

Un preprint di Jingyi Qiu e Qiaozhu Mei, pubblicato su arXiv il 18 maggio 2026, analizza il problema della trasparenza nella pubblicità generativa.

Gli autori distinguono gli annunci visibili e separati dalle risposte dalle forme di influenza commerciale inserite direttamente nei contenuti generati, che possono essere più difficili da riconoscere. Il loro lavoro è un contributo concettuale: non misura il rendimento delle campagne su ChatGPT o Google AI Mode e non dimostra che i formati attualmente descritti dalle piattaforme passino inosservati.

Il punto per le aziende è più ampio della scelta di un formato: quando la comunicazione diventa più conversazionale, informazioni coerenti, fonti verificabili e un posizionamento chiaro restano elementi importanti per costruire fiducia.

Da dove partire

Prima del budget, analizza come gli assistenti AI descrivono il tuo brand e quali informazioni sostengono quella rappresentazione. È un punto di partenza per individuare le priorità e valutare quali interventi abbiano senso rispetto ai tuoi obiettivi.

Fonti

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